LOVE
1985
Spray on canvas
cm 91 × 244
Zephyr, pseudonimo di Andrew Witten, è una delle figure più influenti nella storia del graffiti writing americano. Attivo fin dagli anni Settanta, appartiene alla generazione che ha trasformato la metropolitana di New York in uno dei più importanti laboratori artistici del Novecento. A differenza di molti suoi contemporanei provenienti dal Bronx o da Brooklyn, cresce nell'Upper West Side di Manhattan, sviluppando uno stile personale influenzato tanto dalla cultura hippie e dallo skateboard quanto dalla grafica psichedelica e dal design.Writer, pittore, illustratore, storico e autore, Zephyr ha contribuito alla diffusione internazionale della cultura dei graffiti attraverso treni, gallerie, cinema, libri e mostre. Il suo lavoro rappresenta il punto d'incontro tra street culture e arte contemporanea, mantenendo sempre vivo il legame con l'energia originaria del writing newyorchese.
Gli inizi nell’Upper West Side
Andrew Witten cresce nell’Upper West Side di Manhattan, un quartiere molto diverso dalle aree generalmente associate alla nascita dei graffiti.
Negli anni Settanta anche questa parte di New York è attraversata dall’energia creativa e dal degrado urbano che caratterizzano l’intera città.
Nel 1973, all’età di dodici anni, inizia a realizzare i primi tag utilizzando semplici pennarelli.
Prima di trovare la propria identità artistica sperimenta diversi nomi, tra cui FRODO, TREK e KANE, riconoscendo in seguito con ironia quanto quei primi tentativi fossero ancora lontani dalla maturità stilistica.
Central Park e i Rolling Thunder Writers
Il vero punto di svolta arriva nel luogo d’incontro dei writer di Manhattan, nei pressi del bandshell di Central Park.
Qui conosce artisti come SHADOW e SI-3 e partecipa alla nascita dei Rolling Thunder Writers (RTW), uno dei crew più originali della scena newyorchese.
Il gruppo sviluppa un linguaggio fortemente influenzato dalla grafica psichedelica, dalla cultura skate, dai poster del Fillmore e dalle opere di Peter Max, distinguendosi immediatamente dagli stili predominanti del Bronx.
L’uso di ampie gamme cromatiche e sfumature ottenute con le vernici Krylon rende i loro pezzi immediatamente riconoscibili.
La nascita di Zephyr
Nell’estate del 1977 Andrew Witten adotta definitivamente il nome ZEPHYR.
La scelta nasce dall’ammirazione per gli Z-Boys, la leggendaria squadra di skateboard californiana guidata da Tony Alva, Stacy Peralta e Jay Adams, pionieri dello skateboard moderno.
Il nome richiama il vento leggero e veloce e riflette perfettamente il dinamismo che caratterizzerà tutta la sua produzione artistica.
Il re della linea 1
Sempre nel 1977 realizza il suo primo treno della metropolitana.
Lavora prevalentemente sulla linea Broadway IRT n.1, della quale tra il 1981 e il 1982 viene riconosciuto come uno dei principali protagonisti.
Nel corso della sua attività documenta oltre mille vagoni dipinti tra il 1977 e il 1986.
Parallelamente amplia le proprie collaborazioni entrando anche nei crew TVS, CIA (Crazy Inside Artists) e TDS (The Death Squad).
Le sue composizioni si distinguono per lettere pulite, nuvole, elementi meccanici e una forte attenzione alla progettazione grafica.
Dalla metropolitana alle gallerie
All’inizio degli anni Ottanta il writing comincia ad attirare l’interesse del mondo dell’arte contemporanea.
Nel 1980 Zephyr, insieme a Futura 2000, lavora presso Esses Studio favorendo l’incontro tra writer e galleristi.
Molti artisti realizzano qui le prime opere su tela.
Nel 1982 partecipa alla fondazione della storica FUN Gallery di Patti Astor nel Greenwich Village.
Lo spazio espone alcuni dei principali protagonisti della scena newyorkese, tra cui Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Kenny Scharf e Futura 2000, contribuendo alla legittimazione del writing come pratica artistica.
Il successo internazionale
Nel 1983 prende parte a una mostra itinerante in Giappone insieme a Fab Five Freddy, Futura 2000, Dondi White ed ERO.
Si tratta di uno dei primi progetti internazionali interamente dedicati agli artisti provenienti dalla cultura dei graffiti di New York.
Questa esperienza contribuisce alla diffusione mondiale del writing ben prima della sua piena affermazione nel mercato dell’arte.
Wild Style e Style Wars
Lo stesso anno Charlie Ahearn coinvolge Zephyr nella realizzazione di Wild Style, considerato il primo grande film dedicato alla cultura hip-hop.
L’artista cura la direzione artistica della celebre sequenza iniziale dei titoli e compare nel film interpretando sé stesso.
Partecipa inoltre al documentario Style Wars, diretto da Tony Silver e Henry Chalfant, una delle testimonianze più importanti sulla scena dei graffiti della New York degli anni Ottanta.
Entrambe le opere contribuiscono a trasformare il writing da fenomeno locale a linguaggio culturale riconosciuto in tutto il mondo.
Arte, moda e design
Nel 1984 Zephyr collabora con lo stilista Willi Smith.
Le sue grafiche vengono utilizzate per una serie di t-shirt presentate alla Ronald Feldman Gallery.
La collaborazione rappresenta uno dei primi esempi di dialogo tra street art, design e moda, anticipando un modello che diventerà comune solo molti anni dopo.
Un writer anche negli anni Novanta
Quando molti protagonisti della prima generazione abbandonano progressivamente il writing illegale, Zephyr continua a dipingere.
Durante gli anni Novanta concentra gran parte della propria attività sui treni merci, mantenendo vivo il rapporto diretto con la pratica originaria del graffiti.
Questa scelta conferma la volontà di non separare mai completamente la ricerca artistica dal contesto urbano in cui era nata.
Storico della cultura dei graffiti
Accanto all’attività artistica, Zephyr svolge un ruolo fondamentale come autore e storico della cultura hip-hop.
Nel 2001 pubblica insieme a Michael White Dondi White: Style Master General, una delle principali biografie dedicate al grande writer newyorchese.
Negli anni successivi firma prefazioni e contributi per numerosi volumi dedicati ai graffiti.
Nel 2024 pubblica ZEPHYR: Graffiti Black Book/Scrapbook: 1978 & Beyond, riproduzione commentata del proprio storico black book, diventato un documento fondamentale per comprendere la nascita del writing.
La musica e Suzanne Vega
L’influenza di Zephyr supera il mondo dell’arte visiva.
Nel 2007 la cantautrice Suzanne Vega gli dedica la canzone Zephyr and I, ispirandosi ai ricordi della West End Avenue degli anni Settanta.
È uno dei rari casi in cui un writer diventa protagonista di una composizione musicale d’autore.
Mostre e riconoscimenti
Nel corso della sua carriera Zephyr partecipa a numerose esposizioni dedicate alla storia dei graffiti.
Tra le principali figurano Coming From the Subway al Groninger Museum (1992), East Village USA al New Museum di New York (2005), City as Canvas al Museum of the City of New York (2014) e Maquis-Art Hall of Fame al Museo del Graffiti L’Aérosol di Parigi (2017-2018).
Oggi è considerato una delle figure più autorevoli della prima generazione dei subway writers, accanto ad artisti come Futura 2000, Blade, Dondi White, Phase 2 e Lady Pink.
Un linguaggio che continua a soffiare
La ricerca di Zephyr si distingue per la capacità di fondere cultura skate, grafica, pittura, lettering e design in uno stile personale che ha influenzato generazioni di writer.
Pur attraversando il mondo delle gallerie, del cinema, dell’editoria e della moda, non ha mai rinnegato le proprie origini nella metropolitana di New York.
Il suo percorso dimostra come il writing possa evolversi senza perdere autenticità, trasformandosi da gesto clandestino a linguaggio artistico riconosciuto a livello internazionale.
Ancora oggi il nome Zephyr continua a rappresentare uno dei riferimenti fondamentali nella storia della cultura dei graffiti.
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