Nata ad Addis Abeba, in Etiopia, Valeria Sanguini ha sviluppato nel corso della sua carriera una pratica artistica che si muove tra pittura, scultura e installazione, partecipando a progetti espositivi e di ricerca in Italia e all’estero.
Tra i suoi principali progetti personali figurano Iper_Tenda al Mattatoio – La Pelanda di Roma (2024), l’installazione permanente La Tenda presso il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove (2016) e Exiit qui Seminat al Kamo Atelier di Berlino (2019).
Ha preso parte a numerose mostre collettive in Italia e Germania, tra cui OVEST presso PrimaLinea Studio di Roma (2024) e Mirage al PRAC – Centro per l’Arte Contemporanea di Ponzano Romano (2021).
Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali, tra cui la selezione al Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti con la visiting professor Marina Abramović (2001), la residenza presso la Künstlerhaus Schloss Wiepersdorf (2003) e l’International Artist Summit Award conferito dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma (2022).
La ricerca artistica
La ricerca artistica di Valeria Sanguini si sviluppa attorno ai temi dell’appartenenza, del corpo e dello spazio come territori permeabili, attraversati da dinamiche di potere, memoria e trasformazione. Attraverso pittura, scultura e installazione, l’artista costruisce un linguaggio in cui elementi organici e componenti tecnologiche convivono, dando forma a ecosistemi in continua evoluzione.
Le sue opere mettono in dialogo dimensione biologica e meccanica, riflettendo sulle tensioni tra controllo e libertà , identità e trasformazione. Corpi, paesaggi e anatomie si fondono progressivamente fino a dissolvere i confini tra figura e ambiente, trasformando la superficie dell’opera in uno spazio vivo, attraversato da connessioni, memorie e processi di metamorfosi.
Nella sua pratica ricorrono materiali industriali, dispositivi tecnologici e oggetti recuperati che, privati della loro funzione originaria, vengono reinterpretati come elementi di una nuova geografia visiva. Pittura e installazione dialogano così con processi organici, sistemi naturali e reti invisibili, dando vita a opere che riflettono sul rapporto tra individuo, collettività e ambiente.
La sua ricerca si configura come una riflessione sul potenziale trasformativo dell’arte, intesa come luogo di resistenza, rigenerazione e riconnessione con la dimensione biologica e relazionale dell’esistenza.
Â