UNTITLED
2010
Spray paint on canvas
cm 70 × 82
Pochi artisti hanno inciso sulla cultura visiva contemporanea quanto Phase 2. Pioniere dello style writing newyorchese, inventore della bubble letter e protagonista assoluto della nascita dell'hip-hop, Michael Lawrence Marrow ha trasformato il graffito da semplice firma urbana in un linguaggio artistico autonomo, capace di influenzare intere generazioni di writer, graphic designer e artisti contemporanei.
Dalle strade del Bronx alla nascita dello style writing
Michael Lawrence Marrow nasce il 2 agosto 1955 nel Bronx, New York. Cresce nei Forest Houses del South Bronx, uno dei quartieri che, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, diventeranno il laboratorio spontaneo di una delle più importanti rivoluzioni culturali del Novecento.
Frequenta la DeWitt Clinton High School, dove incontra molti dei giovani writer della scena emergente. I ritrovi davanti al Coffee Shop, vicino alla stazione della 149th Street–Grand Concourse, diventano un luogo di confronto quotidiano, nel quale si osservano gli stili, si discutono le tecniche e nasce una comunità destinata a cambiare la storia della cultura urbana.
La nascita di Phase 2
Nel 1971, a sedici anni, sceglie il nome Phase 2. Inizialmente aveva pensato a “Phase One”, ma scopre che è già utilizzato da un altro writer. Nasce così un’identità destinata a diventare una leggenda.
Per Marrow il writing non rappresenta soltanto un gesto estetico: è un modo per affermare la propria esistenza. In un contesto sociale che lascia invisibili intere generazioni di giovani afroamericani e latinoamericani, il tagging diventa il mezzo attraverso cui rivendicare la propria presenza nello spazio pubblico, mantenendo allo stesso tempo l’anonimato.
Come affermerà anni dopo, il writing offriva ai ragazzi delle periferie urbane «l’unico mezzo significativo per rappresentare la propria esistenza».
L’invenzione della bubble letter
Nel 1972 Phase 2 introduce una delle innovazioni più influenti nella storia del lettering urbano: le bubble letters, che lui stesso chiamava inizialmente softies.
Le lettere perdono la rigidità geometrica tipica dei primi graffiti e assumono forme morbide, gonfie e tridimensionali. Non si tratta di una semplice variazione stilistica, ma di una trasformazione radicale del linguaggio visivo del writing.
Da quel momento sviluppa decine di varianti — Bubble Cloud, Bubble Drip, Phasemagorical Phantastic e molte altre — costruendo un vero lessico grafico. Nello stesso periodo introduce anche le celebri frecce che diventeranno uno degli elementi più riconoscibili del lettering graffiti in tutto il mondo.
L’artista che non smetteva mai di reinventarsi
Ciò che distingue Phase 2 dalla maggior parte dei writer della sua generazione è il rifiuto di uno stile definitivo.
Mentre molti artisti consolidano un linguaggio riconoscibile, lui sceglie di metterlo continuamente in discussione. Ogni nuovo lavoro rappresenta un’evoluzione del precedente.
Come ricordava il writer Vulcan, ogni suo pezzo era diverso dal precedente. Hugo Martinez, fondatore degli United Graffiti Artists, descrisse questo processo dicendo che Phase 2 cercava continuamente di “distruggere il proprio stile” per crearne uno nuovo.
Negli anni il suo linguaggio si evolve fino a raggiungere una complessità calligrafica che il giornalista Jeff Chang definirà una vera e propria “astrazione calligrafica geroglifica”.
Dalla metropolitana alle gallerie
Nel 1973 entra tra i membri fondatori degli United Graffiti Artists (UGA), il collettivo creato da Hugo Martinez con l’obiettivo di portare il writing all’interno delle gallerie d’arte.
Nello stesso anno partecipa alla storica mostra della Razor Gallery di SoHo, considerata la prima esposizione dedicata ai graffiti in uno spazio espositivo professionale.
Il critico del New York Times Peter Schjeldahl descrive il suo lavoro come una composizione di “scrittura grassa, sensuale” immersa in un’atmosfera cromatica vibrante, riconoscendone già allora l’originalità artistica.
Sempre nel 1973 prende parte anche al balletto Deuce Coupe della coreografa Twyla Tharp, contribuendo a una delle prime contaminazioni tra aerosol art e teatro contemporaneo.
Oltre il termine “graffiti”
Phase 2 rifiuta per tutta la vita la parola “graffiti”, considerandola un termine esterno e riduttivo.
Preferisce parlare di style writing o aerosol art, sottolineando come quel movimento possedesse una propria grammatica, un proprio lessico e una propria cultura, ben diversa dalla semplice idea di vandalismo con cui veniva spesso identificato.
Questa riflessione accompagnerà tutta la sua attività teorica e editoriale, culminata nella direzione della rivista T.I.G.H.T. (The International Get Hipped Times).
Il contributo alla nascita dell’hip-hop
Il ruolo di Phase 2 nella nascita dell’hip-hop va ben oltre il writing.
Realizza i celebri flyer per DJ Kool Herc, Grandmaster Flash e Afrika Bambaataa, contribuendo alla costruzione dell’identità grafica della nuova cultura musicale.
È inoltre accreditato come il primo ad aver utilizzato il termine “Hip Hop” su un flyer promozionale, contribuendo così alla diffusione del nome con cui questa cultura verrà conosciuta nel mondo.
Partecipa anche come MC, DJ e promotore della breakdance, collaborando alla nascita dei New York City Breakers e prendendo parte ai principali eventi che segnarono l’espansione internazionale del movimento.
Gli ultimi anni e il riconoscimento postumo
Negli ultimi anni continua a disegnare e scrivere nonostante la progressione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), pubblicando Prafodivi, raccolta di testi poetici accompagnati dagli ultimi disegni realizzati a mano.
Muore il 12 dicembre 2019 nel Bronx.
Negli anni successivi il suo contributo viene progressivamente riconosciuto attraverso importanti retrospettive, tra cui Phase 2 Myth Conception: A Survey 1972–2019, organizzata dalla ACA Galleries di New York nel 2023.
Nel 2025 il restauratore italiano Antonio Rava riporta inoltre alla luce uno dei rarissimi murali superstiti dell’artista, realizzato ad Amsterdam nel 1992, confermando il valore storico ormai universalmente attribuito alla sua opera.
Oggi Phase 2 è considerato una delle figure fondative dello style writing contemporaneo. L’invenzione della bubble letter, la continua sperimentazione tipografica e il suo contributo alla nascita dell’hip-hop hanno lasciato un’eredità che continua a influenzare artisti, designer e writer in tutto il mondo.
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