Formazione tra ingegneria e arte
Paola Pivi nasce il 10 maggio 1971 a Milano. Dopo un primo percorso in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano, sceglie di dedicarsi all’arte e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studia con Alberto Garutti. La formazione scientifica lascia un segno nel suo approccio progettuale, mentre Garutti la introduce a una pratica artistica capace di dialogare con lo spazio e con il pubblico.
Il camion rovesciato e i primi lavori
Nel 1997 partecipa alla rassegna Fuori Uso di Pescara presentando un camion a diciotto ruote completamente rovesciato su un fianco. È il primo gesto che definisce il suo linguaggio: non inventare nuovi oggetti, ma alterare radicalmente quelli esistenti, privandoli della loro funzione e trasformandoli in immagini sorprendenti.
Nel 1998 realizza la performance 100 Cinesi alla Galleria Massimo De Carlo di Milano, portando il corpo umano al centro dello spazio espositivo.
Il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia
Nel 1999 partecipa alla 48ª Biennale di Venezia con un jet militare Fiat G-91 capovolto. L’opera contribuisce alla vittoria del Leone d’Oro assegnato al Padiglione Italia e consacra Pivi sulla scena internazionale.
Animali fuori contesto
Negli anni successivi sviluppa le opere che diventeranno il suo tratto distintivo: l’asino trasportato su una piccola barca, gli struzzi nei canali veneziani, il leopardo che si muove tra centinaia di tazze di cappuccino e numerosi altri interventi che collocano animali e oggetti in situazioni apparentemente impossibili.
Più che raccontare una storia, queste opere modificano la percezione della realtà attraverso uno spostamento minimo ma radicale.
La dimensione internazionale
Espone nelle principali istituzioni internazionali, tra cui PS1 MoMA di New York, Tate Modern di Londra, Centre Pompidou di Parigi, Kunsthalle Basel, Portikus di Francoforte, Palazzo Grassi e MAXXI.
Per un lungo periodo vive ad Alicudi, nelle Isole Eolie, prima di trasferirsi ad Anchorage, in Alaska, esperienza che influenza profondamente il suo immaginario.
Gli orsi piumati e le grandi installazioni
In Alaska nasce una delle serie più celebri della sua produzione: gli orsi a grandezza naturale ricoperti di piume colorate, immagini che uniscono ironia, meraviglia e spaesamento.
Parallelamente realizza grandi installazioni pubbliche, tra cui la monumentale scala gonfiabile nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze e You Know Who I Am sull’High Line di New York, una reinterpretazione della Statua della Libertà dedicata al tema dell’identità e della libertà.
Una realtà trasformata
Nel 2019 il MAXXI di Roma le dedica la grande retrospettiva I, Paola Pivi. World Record, ripercorrendo oltre vent’anni di ricerca.
Le sue opere fanno parte delle collezioni del Guggenheim Museum di New York, del Centre Pompidou di Parigi, della Tate Modern di Londra, del Castello di Rivoli e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Paola Pivi vive e lavora tra Anchorage e New Delhi. Attraverso installazioni, performance, fotografie e sculture continua a costruire un linguaggio in cui l’assurdo diventa uno strumento per mettere in discussione le nostre certezze e riscoprire lo stupore di fronte alla realtà.