NOC 167

Melvin Samuels Jr.

B BOY
1984
Spray paint on canvas
cm 180 × 164

Il Maestro dello Stile che Sparì e Tornò

NOC 167, pseudonimo di Melvin Samuels Jr., nasce a Manhattan nel 1961 e cresce nel Bronx, dove diventa una delle figure più innovative della scena graffiti newyorchese. Attraverso lettere tridimensionali, colori neon e composizioni animate, contribuisce a portare il wild style verso una complessità nuova, trasformando il vagone della metropolitana in una superficie capace di suggerire movimento, profondità e velocità.Dopo aver partecipato ai momenti fondativi del post-graffiti ed essere stato riconosciuto come riferimento da artisti della sua generazione, scompare per quasi dieci anni a causa di una profonda crisi personale.

Il suo ritorno negli anni Novanta restituisce alla scena uno dei suoi protagonisti più originali, capace di trasferire sulla tela la stessa energia sviluppata sui treni del Bronx.

Approfondisci la biografia completa di NOC 167

Gli inizi nel Bronx

Melvin Samuels Jr. nasce nel 1961 a Manhattan ed è il più giovane di sei fratelli. La famiglia si trasferisce presto nel Bronx, quartiere che negli anni Settanta diventa uno dei principali laboratori culturali della città nonostante la crisi urbana, la povertà e l’abbandono istituzionale.

Frequenta la John F. Kennedy High School e, grazie a un programma dedicato agli studenti più dotati, segue corsi speciali alla School of Visual Arts di Manhattan, dove apprende le basi dell’animazione.

Questa formazione avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo del suo stile. Le lettere di NOC 167 non sono mai statiche: sembrano avanzare, ruotare e muoversi nello spazio, come fotogrammi di una sequenza animata.

Il nome NOC 167

Il nome NOC viene pronunciato “knock”, un suono breve, diretto e percussivo.

Il numero 167 richiama invece la strada del Bronx con cui l’artista si identifica. Come per molti writer newyorchesi, il tag unisce così identità personale e appartenenza geografica.

NOC 167 diventa un nome immediatamente riconoscibile, capace di condensare in poche lettere un suono, un territorio e una presenza urbana.

STAN 153 e NIC 707

A metà degli anni Settanta entra in contatto con STAN 153 e NIC 707, due writer già affermati nella scena del Bronx, che diventano i suoi principali mentori.

Con loro apprende la disciplina del lettering, il rispetto delle gerarchie interne ai crew e il valore dello stile come forma di riconoscimento. Riempie quaderni di disegni, studia le strutture delle lettere e sviluppa progressivamente un vocabolario personale.

Il suo apprendistato non riguarda soltanto la tecnica, ma anche una precisa idea del graffiti come cultura, comunità e sistema di regole condivise.

Il wild style tridimensionale

Entro il 1976 NOC 167 sviluppa una versione del wild style particolarmente complessa.

Le lettere si intrecciano, si sovrappongono e acquistano una profondità illusionistica che le fa sembrare proiettate verso chi guarda. L’esperienza nell’animazione gli permette di costruire composizioni nelle quali il movimento non è rappresentato, ma suggerito attraverso la struttura stessa del segno.

La sua tavolozza è caratterizzata da colori neon, toni elettrici e accostamenti ispirati alla cultura disco e alle insegne luminose della New York notturna.

Accanto alle lettere compaiono personaggi vicini al fumetto americano, integrati nella composizione come presenze dinamiche e narrative.

I crew e la diffusione dello stile

Tra il 1976 e il 1981 dipinge con alcuni dei crew più importanti della scena newyorchese, tra cui Death Squad, Rocstars, TMT, CIA e il proprio gruppo OTB.

La sua reputazione cresce rapidamente e NOC diventa uno dei writer più richiesti.

Disegna inoltre numerosi pezzi nei propri black book e li affida ad altri writer affinché vengano riprodotti sui vagoni. In questo modo il suo stile si diffonde attraverso la città, trasformandolo non soltanto in autore, ma anche in riferimento e maestro per una generazione più giovane.

Fashion Moda e il Times Square Show

Nel 1980 partecipa a due eventi fondamentali per il riconoscimento istituzionale del graffiti.

Il primo è GAS: Graffiti Art Success for America, organizzato alla Fashion Moda nel South Bronx. La mostra segna uno dei primi incontri significativi tra la cultura dei writer e il sistema delle gallerie.

Nello stesso anno partecipa al Times Square Show, grande evento collettivo allestito in un edificio abbandonato di Manhattan. Espone accanto a numerosi protagonisti dell’arte emergente, tra cui Keith Haring, suo compagno alla School of Visual Arts.

Haring riconoscerà successivamente NOC 167 come una delle proprie influenze, confermando l’importanza del suo linguaggio all’interno della scena newyorchese.

Style Wars

Tra le opere più celebri di NOC 167 figura il vagone noto come Style Wars.

La composizione raffigura un treno dipinto in prospettiva che sembra uscire dal deposito e avanzare verso lo spettatore. È una sintesi perfetta della sua ricerca sulla tridimensionalità, sul movimento e sull’energia visiva.

Il treno dipinto rappresenta un altro treno, creando un’immagine autoreferenziale nella quale il graffiti sembra osservare e celebrare sé stesso.

L’opera viene fotografata, riprodotta e trasformata in una delle immagini più riconoscibili dell’intera storia del subway graffiti.

Nel 1991 viene inclusa nella mostra High and Low: Modern Art and Popular Culture al Museum of Modern Art di New York, entrando ufficialmente nella storia museale della cultura urbana americana.

Wild Style e i titoli animati

Nel 1983 NOC 167 collabora con Zephyr alla realizzazione dei titoli animati del film Wild Style di Charlie Ahearn.

Il progetto unisce perfettamente la sua formazione nell’animazione e la pratica del lettering. Le lettere scorrono e si trasformano sullo schermo con la stessa energia dei pezzi realizzati sui vagoni.

Wild Style diventa uno dei film fondamentali per la diffusione internazionale della cultura hip-hop e graffiti. Ogni proiezione del film continua quindi a conservare e trasmettere il contributo visivo di NOC 167.

Le mostre e il mercato internazionale

Nei primi anni Ottanta NOC 167 entra nel circuito del post-graffiti internazionale.

Espone alla Sidney Janis Gallery di New York e partecipa ad Art Basel accanto ad artisti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

Le sue opere vengono acquistate da collezionisti e istituzioni europee, tra cui il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.

È il momento in cui il suo stile, nato nei depositi del Bronx, entra nelle gallerie e nelle fiere internazionali senza perdere la propria energia originaria.

La scomparsa

Nel 1984 dipinge il suo ultimo vagone della metropolitana.

La progressiva chiusura dei depositi, il programma di pulizia dei treni avviato dalla MTA e il calo di interesse delle gallerie verso il graffiti segnano la fine di un’epoca.

Contemporaneamente, NOC 167 attraversa una profonda crisi personale. La malattia mentale, la paranoia e la dipendenza lo conducono nel 1986 a vivere senza una casa stabile, tra le strade e i dormitori maschili di New York.

Per quasi dieci anni scompare completamente dalla scena. Molti writer lo credono morto e in diversi quartieri vengono realizzati murali commemorativi in suo onore.

Il ritrovamento nel 1994

Nel 1994 l’artista Andrew Castrucci conduce un laboratorio in un dormitorio maschile di Brooklyn.

Mostrando ai partecipanti un libro sulla storia del graffiti, apre una pagina con la fotografia del vagone Style Wars. Uno degli uomini presenti prende una penna e firma l’immagine.

È Melvin Samuels Jr.

Castrucci comprende immediatamente di aver ritrovato NOC 167 e contatta Daze e Lee Quiñones, che reagiscono con incredulità. La scena graffiti newyorchese scopre così che uno dei suoi protagonisti più celebrati è ancora vivo.

Il ritorno all’Hall of Fame

Dopo il ritrovamento, NOC 167 viene invitato a dipingere all’Hall of Fame della 106th Street nel Bronx.

Il ritorno su un muro ha un forte valore simbolico: l’artista che molti avevano commemorato come morto torna a dipingere davanti a una nuova generazione cresciuta osservando il suo lavoro.

Riprende progressivamente l’attività artistica e ricostruisce un rapporto con la comunità dei writer.

La pittura su tela

Dopo il ritorno, NOC 167 trasferisce il proprio linguaggio su tele di grandi dimensioni.

Le lettere tridimensionali, i colori neon e i personaggi vicini al fumetto mantengono la stessa energia dei pezzi realizzati sui treni, ma trovano ora una superficie permanente.

La tela non rappresenta un abbandono della cultura del graffiti, ma la prosecuzione della stessa ricerca in un contesto differente.

Merry Christmas to New York

Uno degli episodi più ricordati della sua carriera risale agli anni Settanta.

Durante una notte di Natale dipinge un treno con la scritta Merry Christmas to New York. All’alba raggiunge Grand Central Station e osserva i passeggeri salire sul vagone.

Le persone si fermano a guardare e iniziano ad applaudire, senza sapere che l’autore si trova sulla banchina.

L’episodio racchiude il senso più profondo della sua pratica: realizzare qualcosa destinato direttamente alla città e alle persone che la attraversano, prima ancora che al mercato o al sistema dell’arte.

Una figura fondamentale del wild style

NOC 167 continua a essere riconosciuto come uno dei maestri del wild style newyorchese.

Il suo contributo attraversa la pittura sui treni, l’animazione, il cinema, la tela e la trasmissione dello stile ad altri writer.

La sua vicenda personale, segnata dal successo, dalla scomparsa e dal ritorno, rende il suo percorso uno dei più intensi e complessi della storia del graffiti.



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