1976: la ragazza nel cortile e l’inizio del writing
A tredici anni Charles Hargrove assiste a una scena destinata a cambiargli la vita. Dal secondo piano del suo appartamento vede una ragazza scrivere il nome GLORIA sul muro del cortile. Le urla di fermarsi; lei lo ignora e continua. Quella sfida lo convince che anche lui può lasciare il proprio segno.
Inizia così a scrivere Mellow C e convince il vicino di casa A-One, che vive nello stesso edificio, a dipingere con lui. È il 1976 e nasce una delle collaborazioni più importanti della scena graffiti newyorchese.
L’architettura della lettera
Diversamente da molti writer della sua generazione, Kool Koor affronta la lettera come una costruzione tridimensionale. Gli studi di architettura e illustrazione gli forniscono un approccio rigoroso alla composizione, trasformando il lettering in un organismo complesso fatto di prospettive, volumi e strutture.
Nasce così quello che definirà “Simbolismo Futuristico”, uno stile in cui lettere, simboli e forme cosmiche si fondono in paesaggi visionari costruiti con spray, marker e colori fluorescenti.
1978-1982: High School of Art and Design
Nel 1978 viene ammesso alla High School of Art and Design di Manhattan, frequentata da molti protagonisti del writing americano.
Il tragitto quotidiano tra il South Bronx e Midtown attraversa la metropolitana di New York, trasformando ogni viaggio in un laboratorio visivo. I treni diventano insieme supporto, museo e luogo di sperimentazione.
Si diploma nel 1982.
Fashion Moda e il riconoscimento pubblico
Nel 1980 espone alla storica mostra Graffiti Art Success for America presso Fashion Moda, il centro culturale del South Bronx che segna il passaggio dei graffiti dagli spazi illegali al sistema dell’arte.
Accanto a lui espongono Crash, Dondi, Futura, A-One, Rammellzee e molti altri protagonisti della scena newyorchese.
L’incontro con Rammellzee
L’incontro con Rammellzee rappresenta uno dei momenti decisivi della sua formazione.
Affascinato dalla teoria del Gothic Futurism, Kool Koor abbraccia una visione in cui la lettera non è soltanto un elemento grafico, ma un’arma simbolica capace di opporsi ai sistemi di controllo del linguaggio.
Questa concezione accompagnerà tutta la sua ricerca.
I Tag Master Killers
Entra così nei Tag Master Killers (TMK) insieme a Rammellzee, A-One, Toxic e Delta 2.
Il collettivo diventa una vera comunità artistica e teorica, nella quale ogni membro sviluppa un linguaggio personale all’interno della filosofia dell’Ikonoklast Panzerism, che interpreta il writing come un atto di liberazione delle lettere.
1982-1984: dalla strada alla tela
Dal 1982 Kool Koor trasferisce progressivamente il proprio linguaggio sulla tela.
Partecipa alla mostra Camouflaged Panzerism alla Fashion Moda e nel 1983 espone alla storica Post-Graffiti della Sidney Janis Gallery di New York.
Nel 1984 è presente nella mostra Arte di Frontiera: New York Graffiti a Bologna, una delle prime grandi esposizioni museali dedicate al writing americano in Europa.
Biennale di Venezia e collezioni museali
A metà degli anni Ottanta partecipa anche alla Biennale di Venezia, entrando definitivamente nel circuito internazionale dell’arte contemporanea.
Le sue opere vengono acquisite da importanti istituzioni, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e il Groninger Museum nei Paesi Bassi.
1989: Bruxelles
Nel 1989 sceglie di trasferirsi a Bruxelles.
La capitale belga offre una scena artistica aperta e multiculturale, nella quale Kool Koor trova lo spazio ideale per sviluppare ulteriormente la propria ricerca.
Negli anni successivi contribuisce in modo decisivo alla nascita della cultura graffiti belga, organizzando workshop e formando una nuova generazione di writer.
Il simbolismo futuristico
Con il tempo il suo linguaggio si consolida attorno a un universo visivo popolato da lettere, astronavi, simboli, calligrafie e architetture immaginarie.
Le sue opere non raccontano storie lineari, ma costruiscono sistemi di segni che richiedono allo spettatore un coinvolgimento attivo, trasformando la pittura in una vera esperienza di esplorazione visiva.
2015-2018: gli interventi pubblici
Nel 2015 realizza un grande intervento alla stazione ferroviaria di Lovanio-la-Nuova, trasformando l’ascensore della stazione in un ambiente immersivo.
Nel 2018 riceve dalla Città di Bruxelles la commissione ufficiale di un murale nell’ambito del percorso urbano dedicato alla street art, consacrando definitivamente il suo ruolo di pioniere della scena belga.
Nello stesso periodo affronta anche temi storici e politici legati al colonialismo, reinterpretando simboli della tradizione europea attraverso il proprio linguaggio futuristico.
Una ricerca ancora in evoluzione
Le opere di Kool Koor fanno oggi parte delle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art, del Groninger Museum e di numerose raccolte pubbliche e private internazionali.
Nel 2020 viene incluso nella mostra Writing the Future: Basquiat and the Hip-Hop Generation al Museum of Fine Arts di Boston, una delle esposizioni più importanti dedicate alla generazione che ha trasformato il writing in arte contemporanea.
Charles Hargrove, in arte Kool Koor, vive e lavora a Bruxelles. Dopo quasi cinquant’anni di ricerca continua a trasformare la lettera in architettura, il colore in energia e il writing in un linguaggio capace di attraversare culture, città e generazioni.