Gli inizi e lo spazio di Sant’Agata dei Goti
Nel 1978 Levini fonda, insieme a Giuseppe Salvatori, Claudio Damiani e altri artisti e poeti, lo spazio autogestito di via Sant’Agata dei Goti a Roma, nato come luogo di confronto tra arte, musica e poesia. Nello stesso anno realizza la sua prima mostra personale e inizia un percorso che lo porta rapidamente all’attenzione della critica italiana.
I Nuovi-nuovi e gli anni Ottanta
Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta Renato Barilli individua in Levini uno degli artisti del gruppo dei Nuovi-nuovi, riconoscendone l’originale capacità di coniugare manualità, ironia e rigore compositivo. Le mostre presso gallerie come Studio Cannaviello, La Salita, Eva Menzio, Massimo Minini e Pieroni consolidano la sua posizione nel panorama nazionale.
Nel 1985 partecipa alla storica rassegna Anni Ottanta alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna e negli anni successivi prende parte a importanti esposizioni internazionali.
Biennale di Venezia e ricerca multidisciplinare
Nel 1988 è invitato alla XLIII Biennale di Venezia nella sezione Aperto 88, tornando poi alla Biennale nel 1993. Seguono la partecipazione alla XII Quadriennale di Roma e numerose mostre in Italia e all’estero.
Pur ampliando progressivamente il proprio linguaggio con installazioni, oggetti e sculture, Levini mantiene sempre la pittura come centro della propria ricerca. Disegno, pastello, materiali plastici e interventi tridimensionali convivono in opere che oscillano tra leggerezza, ironia e riflessione esistenziale.
Un linguaggio tra ordine e disordine
L’opera di Levini si distingue per un continuo dialogo tra geometria e caos, equilibrio e instabilità. Figure, simboli e segni si organizzano in composizioni dove il pensiero concettuale incontra una raffinata sensibilità pittorica. L’ironia diventa uno strumento per osservare la realtà senza rinunciare alla complessità, trasformando l’immagine in uno spazio aperto di interpretazione.
La maturità e “Progettare il Caos”
Negli anni Duemila la sua ricerca si orienta sempre più verso una dimensione archetipica e simbolica, mantenendo intatto il dialogo tra pittura, installazione e oggetto.
Nel 2025 il Mattatoio di Roma gli dedica la grande retrospettiva Progettare il Caos, un’ampia ricognizione sulla sua produzione che riunisce dipinti, opere su carta, installazioni e sculture, confermandolo come una delle figure più autorevoli dell’arte italiana contemporanea.
Oggi Felice Levini vive e lavora a Roma, continuando una ricerca coerente che attraversa oltre quarant’anni di attività senza rinunciare alla libertà sperimentale che ne ha sempre caratterizzato il linguaggio.