ABSTRACT
2024
acrylics on canvas
cm 156 × 122
Eric Haze (New York, 1961) è una figura unica nella cultura visiva contemporanea, capace di attraversare graffiti, arte, graphic design, moda e branding senza mai perdere il legame con le proprie origini. Writer della prima generazione newyorchese, protagonista della scena dell'East Village accanto a Keith Haring, Jean-Michel Basquiat e Futura 2000, è stato il primo a comprendere che il linguaggio del writing poteva trasformarsi in identità visiva. Le sue lettere, nate sui vagoni della metropolitana, sono diventate loghi, copertine di album, marchi e simboli riconosciuti in tutto il mondo, contribuendo a definire l'estetica dell'hip-hop dagli anni Ottanta fino a oggi.
Dall’Upper West Side alla scoperta dell’arte
Eric Haze nasce nel 1961 a New York City e cresce nell’Upper West Side in una famiglia profondamente legata al mondo della cultura. Il padre, professore alla Columbia University, frequenta numerosi artisti e intellettuali, offrendo al figlio un contatto precoce con l’arte contemporanea.
A otto anni visita una collezione privata di Pop Art dove vede una celebre lattina Campbell’s Soup di Andy Warhol. Quell’incontro gli fa comprendere che l’arte può nascere da qualsiasi oggetto e che il valore di un’immagine non dipende necessariamente dalla sua bellezza tradizionale.
Poco tempo dopo conosce Elaine de Kooning. L’artista, incaricata di realizzare un ritratto di Eric e di sua sorella, decide di coinvolgere direttamente il bambino, affidandogli colori e pennelli. Haze conserva ancora oggi alcune delle opere realizzate durante quelle sessioni, considerate il primo vero contatto con la pittura.
La nascita del writer
Nel 1972, a undici anni, entra nel mondo dei graffiti.
Il suo primo nome è SE3, successivamente sostituito da Haze, destinato a diventare una delle firme più riconoscibili della storia del writing.
Viaggiando sulla metropolitana attraversa quartieri molto diversi tra loro e osserva il graffito come un organismo vivente che cresce spontaneamente sulle superfici urbane. Sviluppa rapidamente uno stile calligrafico personale, caratterizzato da un hand style unico e immediatamente riconoscibile, destinato negli anni a trasformarsi nella base della sua futura attività di designer.
The Soul Artists
A soli tredici anni entra nei The Soul Artists, uno dei primi collettivi di writer di New York, fondato da ALI.
Del gruppo fanno parte artisti destinati a diventare protagonisti della cultura urbana americana, tra cui Futura 2000, Fab Five Freddy e IZ the Wiz.
Nel 1974 partecipa alla prima esposizione pubblica del collettivo presso la Cathedral of Saint John the Divine. È la sua prima esperienza espositiva in una galleria, ancora adolescente.
Alla fine degli anni Settanta il gruppo si ricompone, aprendo uno spazio sulla West 107th Street con l’obiettivo di costruire un ponte tra il writing e il sistema dell’arte contemporanea.
L’East Village e la scena artistica newyorchese
Tra il 1979 e il 1980 la notorietà di Haze cresce rapidamente grazie all’articolo In Praise of Graffiti: The Fire Down Below, pubblicato dal Village Voice con fotografie di Henry Chalfant.
L’attenzione mediatica porta il mondo dell’arte a interessarsi ai writer della metropolitana. Keith Haring, Lee Quiñones, Lady Pink, Fab Five Freddy, Futura 2000 e Jean-Michel Basquiat iniziano a condividere mostre, incontri e progetti.
Nel 1980 Keith Haring invita Haze a esporre al Mudd Club.
Nel 1981 Diego Cortez lo include nella storica mostra New York / New Wave al PS1, una delle esposizioni che sanciscono l’ingresso del graffito nella storia dell’arte contemporanea americana.
Nel 1983 appare nel documentario Style Wars, considerato ancora oggi il film più importante dedicato alla cultura del writing newyorchese.
Dai graffiti al graphic design
Mentre molti suoi contemporanei scelgono la carriera pittorica, Haze comprende che il proprio linguaggio naturale è un altro.
Osservando il proprio tag comprende che possiede già tutte le caratteristiche di un marchio: riconoscibilità, personalità e forza comunicativa.
Questa intuizione lo porta a studiare graphic design presso la School of Visual Arts di New York.
Qui incontra Ed Benguiat, uno dei più importanti designer tipografici americani, che riconosce immediatamente il talento di Haze e di Futura 2000.
Nel 1985 consegue la laurea con lode e l’anno successivo apre il proprio studio di design.
Il volto grafico dell’hip-hop
Negli anni Ottanta Eric Haze diventa il principale interprete visivo della nascente industria hip-hop.
È il primo graphic designer proveniente direttamente dalla cultura dei graffiti a lavorare professionalmente con le grandi etichette discografiche, portando nel design l’autenticità della scena urbana newyorchese.
Realizza loghi, copertine e identità visive per LL Cool J, EPMD, Public Enemy, Beastie Boys, Tommy Boy Records, Cold Chillin’ Records, Delicious Vinyl, Tone Loc e molti altri protagonisti della musica americana.
Tra i lavori più celebri figurano il logo di Tommy Boy Records, quello di EPMD e la grafica dell’album Check Your Head dei Beastie Boys, opere che hanno contribuito a definire l’immaginario visivo dell’hip-hop internazionale.
Il marchio HAZE
Nel 1991 trasferisce il proprio studio a Los Angeles.
L’anno successivo fonda il marchio HAZE, anticipando di molti anni il rapporto tra streetwear, design e cultura urbana.
Attraverso abbigliamento e accessori porta il proprio linguaggio calligrafico fuori dal mondo dell’arte, trasformando il proprio nome in un vero brand internazionale.
Il successo maggiore arriva in Giappone, dove apre tre negozi e sviluppa collaborazioni che dureranno oltre trent’anni.
Il ritorno alla pittura
Alla fine degli anni Novanta Haze decide di ridurre progressivamente l’attività nel settore fashion.
Come ha dichiarato lui stesso, comprende che il proprio contributo più autentico non consiste nel produrre nuovi capi di abbigliamento, ma nel tornare alla pittura.
Rientra a New York e riprende una pratica artistica più intensa, sviluppando grandi composizioni astratte costruite attraverso segni, linee e forme geometriche che dialogano con Costruttivismo, Espressionismo Astratto e Minimalismo, mantenendo però il ritmo gestuale e calligrafico nato nei graffiti.
Arte, videogiochi e grandi mostre
Nel 2000 contribuisce all’immaginario visivo del videogioco Jet Set Radio di Sega, uno dei primi videogame a utilizzare il writing come elemento estetico centrale.
Nel 2005 apre un nuovo studio a Williamsburg, Brooklyn.
Nel 2011 partecipa alla storica mostra Art in the Streets al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, una delle esposizioni che consacrano definitivamente la street art all’interno delle istituzioni museali.
Nel 2016 realizza il MCA Memorial Wall per il progetto Coney Art Walls di Jeffrey Deitch.
Nel 2020 viene nominato artista residente presso la Elaine de Kooning House, chiudendo simbolicamente il cerchio iniziato da bambino nello studio dell’artista che per prima gli aveva messo un pennello tra le mani.
Collaborazioni internazionali
Nel corso della carriera Eric Haze collabora con alcuni dei marchi più importanti del panorama internazionale.
Tra questi figurano Casio G-Shock, Nike, Stüssy, HUF, Heineken, Kiehl’s, Sacai e Jimmy Choo.
Nel 2015 realizza anche il nuovo logo dei Blink-182 su richiesta del batterista Travis Barker, utilizzando il proprio caratteristico hand style.
Nel 2024 celebra trent’anni di attività in Giappone con una grande mostra personale al PARCO di Shibuya, dedicata all’intero percorso della sua carriera.
Un ponte tra writing, arte e design
Eric Haze vive e lavora a Brooklyn insieme alla moglie, l’attrice Rosie Perez.
La sua ricerca continua a muoversi tra pittura, graphic design, identità visiva e cultura urbana. Più di ogni altro artista della sua generazione ha dimostrato come il writing potesse trasformarsi in linguaggio grafico universale, anticipando il dialogo contemporaneo tra arte, branding, moda e comunicazione.
Le lettere nate sui vagoni della metropolitana di New York sono diventate un vocabolario visivo capace di influenzare la musica, il design e l’immaginario globale per oltre quarant’anni.
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